giovedì 12 febbraio 2015

COSA VORREI VENISSE INSEGNATO A SCUOLA

Mia sorella oggi mi ha inviato questo testo.
Molti lo conoscono.
Io no.
Sono felice di averlo potuto leggere e sento di doverlo condividere.

Perchè il passaggio da asilo a Prima elementare è tosto. Molti non lo dicono ma è così.
La scelta della scuola, la maestra o le maestre che arrivano a prendere il ruolo di docente per 8 ore della vita dei nostri piccoli, vederli crescere. Non accompagnarli più in classe e non vederli andare via mano nella mano con la maestra; cogliere nei loro occhi l'imbarazzo quando gli sistemi il cappello (attenti a non essere visti dai compagni); il loro desiderio di essere baciati perchè ancora cuccioli, che contrasta con l'idea di duri e adulti che vogliono dare di sé a scuola......

La scuola elementare è spesso dura, a volte manca cura verso il bambino, alle volte le persone preparate non vengono capite (i maestri) mentre quelle più superficiali fanno carriera.

Bè, io vorrei che i miei figli, in special modo Tommaso che proprio sta vivendo questo momento, avessero un'ottima preparazione didattica, ma anche umana.

Per questo motivo mi sono rispecchiata molto nelle richieste di questa lettera.....


Lettera di Lincoln al Maestro di suo figlio

“Il mio figlioletto inizia oggi la scuola: per lui, tutto sarà strano e nuovo per un po’ e desidero che sia trattato con delicatezza. È un’avventura che potrebbe portarlo ad attraversare continenti, un’avventura che, probabilmente, comprenderà guerre, tragedie e dolore. Vivere questa vita richiederà fede, amore e coraggio.

Dovrà imparare, lo so, che non tutti gli uomini sono giusti, che non tutti gli uomini sono sinceri.
Però gli insegni anche che per ogni delinquente, c’è un eroe;
che per ogni politico egoista c’è un leader scrupoloso.

Gli insegni che per ogni nemico c’è un amico,
cerchi di tenerlo lontano dall’invidia, se ci riesce, e gli insegni il segreto di una risata discreta.

Gli faccia imparare subito che i bulli sono i primi ad essere sconfitti.
Se può, gli trasmetta la meraviglia dei libri.

Ma gli lasci anche il tempo tranquillo per ponderare l’eterno mistero degli uccelli nel cielo, delle api nel sole e dei fiori su una verde collina.
Gli insegni che a scuola è molto più onorevole sbagliare piuttosto che imbrogliare.

Gli insegni ad avere fiducia nelle proprie idee, anche se tutti gli dicono che sta sbagliando.
Gli insegni ad essere gentile con le persone gentili e rude con i rudi.

Cerchi di dare a mio figlio la forza per non seguire la massa, anche se tutti saltano sul carro del vincitore.
Gli insegni a dare ascolto a tutti gli uomini, ma gli insegni anche a filtrare ciò che ascolta col setaccio della verità, trattenendo solo il buono che vi passa attraverso.

Gli insegni, se può, come ridere quando è triste.
Gli insegni che non c’è vergogna nelle lacrime.
Gli insegni a schernire i cinici ed a guardarsi dall’eccessiva dolcezza.
Gli insegni a vendere la sua merce al miglior offerente, ma a non dare mai un prezzo al proprio cuore e alla propria anima.
Gli insegni a non dare ascolto alla gentaglia urlante e ad alzarsi e combattere, se è nel giusto.
Lo tratti con gentilezza, ma non lo coccoli, perché solo attraverso la prova del fuoco si fa un buon acciaio.

Lasci che abbia il coraggio di essere impaziente.
Lasci che abbia la pazienza per essere coraggioso.
Gli insegni sempre ad avere una sublime fiducia in se stesso,
perché solo allora avrà una sublime fiducia nel genere umano.
So che la richiesta è grande, ma veda cosa può fare.
E’ un così caro ragazzo mio figlio”.





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