venerdì 18 aprile 2014

LA NOIA E I BAMBINI

Mia sorella, esperta mamma a tempo pieno di tre figli, mi ha sempre detto che è giusto che i bambini si annoino, che anche annoiarsi fa parte della vita, che serve a loro per pensare a se stessi, a costruire se stessi e a volte a rilassarsi. Mia sorella, come spesso succede, ha ragione

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"E’ importante concedere ai bambini dei momenti non strutturati, non organizzati con attività; momenti in cui “non hanno niente da fare”: per uscire dalla noia, dovranno inventarsi delle soluzioni.
Questo è fondamentale per sviluppare la creatività e implementare la capacità di risolvere problemi e trovare punti di vista alternativi.
La noia produce un senso di disagio da cui il bambino vuole uscire; se gli lasciamo il tempo di trovarlo in modo autonomo, il bambino otterrà due essenziali risultati:

1. sapere cosa lo fa stare meglio
2. essere gratificato per essere riuscito a farcela DA SOLO. Assocerà dunque all’autonomia una sensazione di piacere.

Come fare?
Quando nostro figlio ci dice che è annoiato, evitiamo di dargli subito una serie di possibili attività. Diciamogli piuttosto di provare a pensare a qualcosa  che gli piacerebbe fare, a guardarsi attorno per vedere se qualcosa attira la sua attenzione da solo. Aggiungiamo che se proprio non troverà niente di interessante, proverete a trovare qualcosa insieme.
Quella sospensione del tempo, in cui il bambino non ha la soluzione pronta e calata dall’alto, lo metterà nella condizione di cercare autonomamente un gioco da fare, oppure deciderà di non fare niente. In questo, lasciamogli totale libertà, senza giudizi. Spesso fantasticare a occhi aperti per un bambino è un gioco molto impegnativo e soddisfacente."


Dott.sse Elisabetta Rossini e Elena Urso

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