giovedì 20 marzo 2014

UNA MATTINA COME TANTE

Una mattina come tante,
sveglia alle sette (e già è un lusso!) al suono della gentil voce della principessa Maria MAMMMMAAAAAA
che credo abbia svegliato anche i figli del portinaio al piano terra.

Io che corro da lei sbattendo contro i mobili perchè non trovo gli occhiali, 
prendo di soppiatto le lenti a contatto dal bagno
e lei mi osserva incuriosita infilare quelle strane lunette trasparenti in ciascun occhio;
poi ovviamente prova pure lei (imitandomi e mettendo il ditino nell'involucro della lente ormai vuoto) e a momenti s'acceca....ma son dettagli.

Apro il frigo: o cacchio ma il latte?
E ripenso al dialogo di ieri con la tata
(J scusi non c'è niente di urgente da comprare vero? Se no vado adesso - ore 18,30, appena tornata dal parco, lurida io e luridi loro, bagnetti appena fatti, io lago di sudore - No Sigra, niente urgente.....)
Appunto.

Meno male ho l'ACCADI' e un fondo di latte scaduto ieri. Vabbè. Tanto è Maria. Per Tommi, a 20 mesi come lei, avrei tirato giù il mondo, avrei cercato una mucca, sarei andata ad elemosinare latte dai vicini.....ma per lei no. E' una "seconda". Al massimo si mangia un Kinder fetta al latte e via!

Tempo 10 minuti si sveglia l'altro. Per "altro" intendo Tommi, mica mio marito che bel bello se la dorme (e sono le 7,25). I bambini giocano, urlano...
SHHHHH che quelli di sotto vengono e ci sgozzano cacchio 
Maria suona la trombetta. Appunto.
Tommi le maracas. Evviva!
Si sveglia mio marito, passa davanti alla stanza di Tommi, ci chiude la porta e va a farsi la doccia. Prassi normale.
Edo esce: ovviamente ha un appuntamento alle 8,30 dall'altra parte di Milano. Cosa che succede spesso ultimamente.....

Recupero Tommi e lo convinco a fare colazione (sempre con latte ACCADI' ovviamente!). 
Maria vuole un BabyBel. Cacchio l'ha visto.
Perchè bisogna stare attentissimi con lei: mai aprire il frigo in sua presenza perchè anche se lo fate "velocissimamente" lei adocchierà qualcosa di schifosissimo da mangiare e pianterà un casino finchè voi non  glielo darete. 
Casa nostra ormai e a compartimenti segreti:
(Tommi) mamma posso prendere due patatine?
Si amore ma non farti vedere da Maria. Sono nel terzo cassetto della cucina nascoste sotto il libro di ricette avvolte in un panno scozzese. MA NON FARTI VEDERE DA LEI.
Ok mami, corro
Tipo Ninja si avvia in cucina ma lei è come uno squalo che sente l'odore del sangue e dal salotto comincia
Gnam??
Nonono, Tommi è andato a far pipì
Gnam? Gnam?
No amore....
GNAMMMM! (che a questo punto non è più una domanda ma un "tanto lo so che state cercando di fottermi, tirate fuori il cibo").


Bel carattere. Bella panza.


A parte questo, torno alla mattinata in questione.
Prendo Tommi, incazzatissimo perchè non gli ho fatto finire di costruire un gioco con il Lego, quindi la strada fino all'asilo è una laaaagggggnnnnnaaaaa micidiale:
ho male al piede, ho male all'altro piede, non mi tirare, uffa, uff, ho sete. 
A "Ho sete" rispondo: non ho l'acqua, la prendiamo all'asilo. 
Cosaaa? Tu mostro di mamma non hai l'acqua? Perchè? Ce l'hai sempre? Oggi niente???

Mami non ce la faccio fino all'asilo...muoro.
Amore circa 32 secondi e siamo arrivati
Ma non resisto (lui è un vero attore) e poi non me la danno
Tommi, già una volta ho fatto una figura di m...a perchè mi avevi detto che all'asilo si poteva bere solo a pranzo e a merenda e ho fatto una scenata quando ovviamente non era vero. Avete una bella bottiglia d'acqua in classe e potete bere quando volete. Chiedo io un bicchiere alla maestra quando arriviamo perchè, passi il "doverismo" estremo che hai, ma non è che se uno ha sete non può bere fino a pranzo, cacchio.
No mamma non chiedere.

Arriviamo all'asilo:
Scusa C. Tommi ha sete può avere un bicchier d'acqua?
Certo!

Non l'avessi mai fatto: 
lui ferito nell'orgoglio, steso dalla mia mancanza di rispetto. Se ne va mano nella mano alla maestra, umiliato da quella maleducata di sua madre.

Io vado, ma presa dal senso di colpa torno. Tutto ok. Ha pianto ma ora è sereno.

Corro allora a fare la spesa, ma dato che non possono promettermi la consegna circa a mezzogiorno ma solo dalle 11 alle 13 o dalle 13 alle 15 (la seconda non possibile perchè Maria dorme, la prima nemmeno, perchè la tata deve andare a presentare CUD e non è in casa), esco allora dal cortile (che è lo stesso di casa mia) con carrello stracolmo e carico casse d'acqua e sacchetti vari sull'ascensore, di gran fretta perchè la tata deve andare e mi deve mollare la bambina.

Arrivo. Sudata fradicia. Non mi levo nemmeno il cappotto. Vesto la bambina. Preparo tutto. La tata esce. Io volo giù con passeggino stracarico di secchielli e oggetti di Peppa Pig (si perchè non mi fanno più tenere il passeggino nell'atrio. Da qui il mio costante mal di schiena).

Passo davanti a un bar e (Edo non volermene) un gran bel ragazzo mi guarda. 
Guarda me?
Che cavolo, impossibile. 
Ho un passeggino, una bambina e una fede al dito. 
Sono out. Gli uomini non guardano le mamme. 
Ok , faccio la prova che facevo da ragazza: mi giro e se lui si gira e mi guarda significa che mi sta proprio guardando. 
Mi giro.
Lui si gira.
AUTOSTIMA? 10000!!!
Una ragazza in motorino sul marciapiede a momenti tira giù me e Maria come birilli.
Lei è la ragazza del tipo che, evidentemente non guardava me, ma lei che stava arrivando.
AUTOSTIMA? -1000

AH, dimenticavo, sono le 10 del mattino. E mi sembra di essere sveglia e attiva da 48 ore almeno.

Ok, la giornata è cominciata. 
Bei tempi quando lavoravo!

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