giovedì 23 gennaio 2014

LA MIA FAMIGLIA

Lui è come me. Tommi sono io. Nonostante i segni zodiacali opposti (Leone io Vergine lui), lui è me e io sono lui. Lui sta a distanza, vuole i suoi spazi, è sensibile, passionale, troppo concentrato su ciò che va bene o che va male. Lui è la felicità ed un attimo dopo la lacrima. Lui è la paura del buio, il mamma non mi abbandonare, mamma dormi un po' con me. Io lo sono solo con lui. Dormirei tutta notte appiccicata al suo corpo, tenendolo per mano, mentre io faccio fatica a far invadere il mio spazio vitale notturno! Lui è me negli occhi, nel suo modo di vedere il mondo sempre un po' terrorizzato di ciò che questo universo potrebbe nascondere. Io sono lui, libero che si arrampica sulle rocce senza paure, ma con molta precauzione. Lui è me quando tocca il mare, quando sente che quello è il suo habitat naturale; lui è me quando nella vasca si immerge totalmente, lasciando fuori solo naso occhi e bocca, per attutire i rumori e godersi il battito del suo cuore nel silenzio assoluto. Io sono lui nella pigrizia di certe Domeniche, in cui staremmo ore appollaiati sotto ad una coperta. Lui non è me però quando si alza sgambettante, forse perchè ha 5 anni!
Mi hanno detto di essere una "anaffettiva del cazzo". Ormai ci scherzo su ma un po' lo sono o meglio, io sono anaffettiva a gesti: abbracci, carezze sbaciucchiamenti. Sono, non con tutti, anaffettiva a parole. Non lo sono con chi mi contraccambia e mi da motivo di continuare a potermi comportare così. A chi se ne frega dei miei "ti voglio bene" basta, non li riceverà più. Lui è così. Da tanto a chi vuole dare tanto, a chi pensa che lo meriti. Da il poco che basta agli altri, ma non si nega a nessuno. Lui è me. Lui è me e io sono lui nello scrutare le persone: chi ci va a genio è benvenuto, gli altri no. Lui è me nei sensi di colpa, come quando per sbaglio fa uscire sangue a sua sorella tirandole un giochino. Chiede scusa una volta. Basta. Poi ci pensa e ci rimugina fino a scoppiare. Lui è me nelle sindrome abbandoniche: ma vero che poi torniamo a casa nostra? Vero che tu sarai sempre la mia mamma? Vero che tu volevi proprio un bambino come me e per questo non mi abbandonerai mai?
Io non amo nessuno quanto lui e credo lui non ami nessuno quanto me. Noi siamo una persona sola.
(ovviamente Maria e Edo a parte!)

Lei è uguale a Edo: Cancro ascendente Scorpione. Testardi, anzi testoni. Appiccicaticci come una Big Babol. Lei è la sua testa ricciuta, le sue guance paffute, i suoi occhietti scuri (che poi sono quelli di mia nonna!). Loro non hanno spazio vitale: il tuo è anche il loro. Se tu sei su una sedia lei si deve sedere dietro, affianco, sopra a te. Se tu dormi nel tuo angolino lui deve aggrovigliarsi a te facendoti quasi cadere dal letto.
Loro sono il calore, noi il fresco. Loro alimentano le passioni della nostra famiglia, gridano, enfatizzano. Noi stiamo sulle nostre. Se fossimo Tetris Edo e Maria sarebbero i pezzi ad S, quelli difficili da incastrare ma che devono e vogliono entrare nel gioco. Io e Tommi i Lunghi o i cubi, li metti a lato ma fanno parte del gioco.
Lei è Edo nel modo di sorridere. Lui è Maria nel modo di coccolarsi. Se potesse la terrebbe abbracciata ore e ore. Io resisto poco, sono meno fisica, io sono Tommi! Ma la stringo per ore se non riesce a dormire e mette il suo visino nell'incavo del mio collo, per cercare conforto e protezione. Quel posto segreto conosciuto solo da una mamma e dal suo bambino. Noi ci facciamo abbracciare quando non ci accorgiamo (dagli altri, non l'un l'altro ovviamente: noi viviamo dei nostri abbracci).
Maria abbraccia Tommi, lo bacia lo stringe, lui scappa ma ne è felice ed orgoglioso (della sua sorellina). Lui è me, Maria è Edo. 

Io amo lei più della mia vita, forse anche perchè è Edo.



Poi ci penso e Maria ha tanto di me e Tommi tanto di Edo, perchè siamo una famiglia ed il bello è poi questo. La contaminazione, da analizzare, da capire per riderci sopra e rivedere noi genitori nei figli!





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