mercoledì 22 gennaio 2014

AMICIZIA

L'altra sera ho sentito Fabio Volo a Le Invasioni Barbariche. Parlava del suo ultimo libro. Io non ne ho mai letto uno ma ho stima per Volo. A fomentare la stima nei suo confronti ecco una sua riflessione, privata, tratta dal libro, che credo rispecchi molto l'amicizia che certe persone sanno dare e vivere. Io mi rivedo in questa descrizione e ne ho parlato proprio con mio papà ieri perchè anche lui aveva sentito l'intervista e aveva provato i miei stessi sentimenti (io e lui siamo molto simili!)

Ci sono due fratelli, uno più cinico, più di mondo, forse più egoista. L'altro più attento: attento a fare la cosa giusta nei confronti degli altri, ad avere sempre quella piccola attenzione, quella carineria, per rendere l'amico, il fidanzato, il parente FELICE. Fa qualcosa, magari facendo anche un sacrificio, perchè per l'altra persona sarà un regalo, un bel momento, un gesto gentile.
Il problema è che lui lo fa per gli altri, si sbatte, rinuncia a qualcosa di suo, ha sempre in testa date e priorità altrui per non dimenticare nulla ed essere un AMICO presente....ma gli altri non lo fanno per lui!
La prima volta riceve un GRAZIE! Magari un sms gentile per ribadire il ringraziamento.
La seconda volta riceve solo un sms Grazie.
La terza volta deve chiamare per sapere se tutto ok, se quel che doveva arrivare è arrivato o se va bene quello che ha mandato o se può sapere se quel problema si è risolto dato che l'amico non risponde e non chiama da giorni. La risposta è: si grazie scusa ti avrei chiamato ma sono davvero incasinatissimo. E lui vorrebbe dire: sai anche io ho un problemino....oppure sono triste......ma non c'è tempo. Nessuno ha mai tempo in questa società tremenda fatta di lavoro, famiglie, figli e impegni sociali.
Succede addirittura, aclune altre volte di essere accusati di essere poco presenti o sgridati per delle sciocchezze.

Le volte in cui l'altro fa qualcosa per questo amico sono poche, ma quando succedono l'amico va in brodo di giuggiole!
L'amico si aspetta sempre di riuscire a trasmettere all'altro, nel ricevere, lo stesso enorme sentimento di gioia che prova lui nel dare. 
Ma non è mai così. Ormai è tutto dovuto.

Però non abbattiamoci. Siamo amici solo perchè ci vogliamo bene. Basta.
Noi Amici strani impareremo a stare meglio solo quando smetteremo di aspettarci dagli altri quello che noi avremmo fatto per loro.

Ieri per me c'è stato un momento magico e bellissimo. Non so se il protagonista di questo episodio leggerà questo post o no ma tanto ho già espresso, piangendo di gioia, la felicità che mi stava facendo provare.
Ieri sera ho ricevuto la telefonata di una amico a cui avevo fatto un favore, o meglio, avevo semplicemente sostenuto il suo progetto e avevo sostenuto lui e la sua famiglia in questa scelta. Poca roba, un post, un po' di passaparola.
Lui mi ha chiamata, stava piangendo (ancora mi commuovo pure io!) e mi ha detto "grazie, chissenefrega del negozio, grazie dell'amicizia che ci lega da 30 anni" e che se anche non ci vediamo tutti i giorni o non ci sentiamo sempre, viene fuori in queste occasioni. Abbiamo pianto insieme, di gioia come lui ha voluto sottolineare. Dice che si sono commossi tutti.....io più di loro. Questa è amicizia. Una telefonata. Non un regalo, un mazzo di fiori o altro. La chiamata o comunque il viso, la voce di un amico che ti dice grazie, quel grazie vero, che viene dal cuore, che viene da un passato di amicizia pura e pulita.
Quindi GRAZIE a te amico mio.

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