lunedì 14 maggio 2012

ALLATTAMENTO




Un mix un po' sconclusionato di notizie sull'allattamento: tante e tutte insieme!

In questi ultimi giorni mi sono informata sull’allattamento: ho letto liberi, articoli, ho chiesto ad amiche….ecco il risultato della mia ricerca. Spero sia utile  a tutte le mamme che come me sono in attesa….spero possa invogliare le lettrici/i lettori a raccontare a noi che ne abbiamo bisogno la loro esperienza!

La mia idea è: allattare non a richiesta, abituare il bambino ad orari prestabiliti (vedi libro Il linguaggio segreto dei neonati), evitare tetta=ciuccio. Queste regole mi devo imporre, anche perché come potrei conciliare Tommi e allattamento?

Comunque leggete, fatevi un’idea e datemi il vostro commento! Sarà un consiglio preziosissimo!

Ecco un po’ di domande/risposte……

Se allatto a orari prestabiliti, il seno ha il tempo di riempirsi di latte
Ciò che fa “riempire il seno” non è il tempo che trascorre tra una poppata e l’altra, ma la suzione del bambino, che attiva la sintesi della prolattina, l’ormone che regola la produzione dell’alimento. Più il bebè succhia, più il seno produce latte: ecco perché è fondamentale allattare a richiesta.

Se vuole attaccarsi spesso, vuol dire che il mio latte non è sufficiente
Alla base di questa falsa credenza c’è un fuorviante confronto con l’allattamento artificiale: il latte materno, per sua composizione, è molto digeribile, a differenza della formula che contiene sostanze che richiedono alcune ore per essere digerite. A questo si aggiunge che, succhiando al seno, il bambino assume di volta in volta la quantità che desidera, mentre con l’alimento artificiale prende una dose prestabilita. Per questi motivi, se con la formula è necessario rispettare un intervallo di circa 3 ore tra una poppata e l’altra, con l’allattamento materno è assolutamente normale che il neonato voglia attaccarsi più spesso, perché a volte succhierà per sfamarsi, a volte per dissetarsi, altre volte solo per sentirsi più vicino alla mamma.

La poppata non deve durare più di 5 minuti per seno
Se è vero che gran parte del latte viene assunto nei primi 5-10 minuti, è anche vero che il latte più sostanzioso è quello che fuoriesce alla fine della poppata, per questo bisogna sempre lasciare che sia il bambino a decidere quando smettere: se ha solo sete, probabilmente gli basterà succhiare per pochi minuti, se ha fame, resterà attaccato di più. Inoltre non tutti i neonati sono energici nel poppare: c’è chi in poco tempo svuota il seno, chi è più pigro e ha bisogno di più tempo per nutrirsi. Mentre allatti, quindi, dimentica l’orologio e approfitta per rilassarti e godere di questo momento!


Se sono nervosa, il mio latte è “cattivo”
Se la mamma è stressata o stanca, potrebbe diminuire un po’ la quantità di latte che fuoriesce dai capezzoli e per questo la poppata potrebbe prolungarsi fino a quando il bebè non assume la dose sufficiente per saziarsi. Ma di certo la qualità del latte non cambia in base all’umore.

Si agita durante la poppata? Ho poco latte
Se il bebè non è tranquillo mentre succhia al seno, i motivi possono essere tanti: ha il pannolino bagnato, ha caldo, non si è attaccato bene e non riesce a succhiare quanto vorrebbe oppure il latte esce in gran quantità e il piccolo non riesce a “tenere il ritmo”. Ma che il latte sia poco, non è proprio possibile: quando succhia, il bimbo ne trova sempre, anche quando il seno appare vuoto!

Tra un pasto e l’altro, meglio dissetarlo con l’acqua
I bambini allattati al seno non hanno bisogno di bere acqua, perché il latte ne contiene in percentuale elevata, specie all’inizio della poppata. Somministrare acqua o altri liquidi rischia solo di interferire con l’allattamento, poiché potrebbe provocare un falso senso di sazietà che indurrebbe il bebè a mangiare meno. In più il biberon potrebbe confondere il neonato, visto che la tecnica di suzione è diversa da quella al seno.

Meglio evitare alimenti dal sapore forte come aglio, cipolla o cavolfiore…
È vero che il sapore degli alimenti passa nel latte, ma è anche vero che durante la gravidanza i sapori arrivavano al feto attraverso il liquido amniotico e il lattante, quindi, già li conosce. Se alcuni cibi fanno parte della nostra dieta abituale, non c’è motivo di privarsene, basta evitare gli eccessi.

Dopo un cesareo, non si può allattare
Non c’è alcun motivo per cui una donna che ha partorito con un cesareo non debba nutrire al seno il suo bebè: nelle prime ore avrà sicuramente qualche difficoltà nel muoversi e bisognerà aiutarla, ma è fondamentale che il bambino si attacchi il più presto possibile, esattamente come avviene nel parto naturale, per stimolare subito la produzione di latte. E se la mamma deve assumere farmaci? Tutti i medicinali comunemente somministrati dopo un cesareo sono compatibili con l’allattamento.

Allattare i gemelli è impossibile
Le donne possono produrre latte sufficiente a nutrire più bebè contemporaneamente, proprio perché la quantità si adatta sempre alla richiesta: se a stimolare le ghiandole mammarie ci sono due bimbi, l’organismo materno produrrà quanto necessario per entrambi. Certo, per attaccarli nello stesso momento ci vorrà un po’ di aiuto e di allenamento per trovare la posizione giusta – la migliore è quella “a palla da rugby” – ma se l’allattamento è a richiesta, non è detto che verrà fame a tutti e due nello stesso momento!

Se allatto, ingrasso
Semmai è vero il contrario: chi allatta dimagrisce, semplicemente perché la produzione di latte comporta un notevole dispendio calorico per l’organismo materno. A meno che la donna non “mangi per due”, quindi, può recuperare il peso-forma più rapidamente rispetto alle neomamme che non allattano.

Il bambino deve potersi attaccare al seno quando vuole. Soprattutto nei primi giorni di vita, e quindi quando è ancora in ospedale, il bambino deve potersi attaccare al seno tutte le volte che vuole e non a orari fissi. Nei primi tempi, infatti, il neonato fa anche 10-12 poppate nel corso della giornata, vuoi per fame, vuoi per sete, vuoi semplicemente per essere confortato dal seno materno. Stabilire degli orari rigidi per le poppate non solo non soddisfa le esigenze del bambino, ma non stimola la produzione del latte.

 Altri suggerimenti. Scegliete il più adatto a voi.

ALLATTA SENZA OROLOGIO ALLA MANO. L’allattamento al seno non vuole regole rigide: niente poppate da 10 minuti per seno o poppate ogni 3 ore. Il bambino deve potersi attaccare tutte le volte che vuole e per tutto il tempo che vuole: quando sarà sazio sarà lui stesso a staccarsi spontaneamente o addormentarsi. È vero però che, un po’ per volta, il bambino impara a fare i pasti con un ritmo più regolare, ma non bisogna credere che questo avverrà in pochi giorni!



EVITA LA DOPPIA PESATA. Pesare il bambino prima e dopo la poppata rischia solo di generare ansie: ci sono poppate in cui beve di più, altre in cui fa solo pochi sorsi, alcune in cui il latte ha una composizione meno ricca di proteine, altre in cui è più grasso e nutriente, quindi sazia anche con quantità inferiori. Per controllare la sua crescita, ti basterà pesarlo una volta alla settimana nei primi mesi, per poi diradare via via la frequenza delle pesate fino a una al mese. Se hai dubbi controlla quanti pannolini bagna: se sono almeno 6/8 nelle 24 ore e se si scarica almeno 2 o 4 volte, significa che mangia bene ed è idratato.

ATTACCALO A RICHIESTA. Soprattutto nei primi giorni, il bebè sembra insaziabile: ha da poco finito di bere, si addormenta ed ecco che, dopo neanche mezz’ora, reclama ancora latte. È tutto normale: nelle prime settimane il bebè cerca nel seno non solo nutrimento, ma anche consolazione e conforto, in più l’alimento materno, essendo molto digeribile, viene presto assimilato, quindi è naturale che dopo poco tempo il piccolo ne chieda ancora.

ALLATTA TANTO, ANCHE DI NOTTE. Soprattutto nelle prime settimane, il bambino ha bisogno di mangiare a intervalli più o meno regolari e non fa certo distinzione tra ore diurne e notturne, quindi è normale che anche la notte si svegli per succhiare. Mettilo in conto e accetta di buon grado i suoi risvegli. Magari per maggiore comodità nei primi tempi potrai tenere il bambino n una culla accanto al tuo letto, così ti sarà più comodo gestire le poppate. Ricorda infine che durante le ore notturne è più attiva la prolattina, l’ormone responsabile della produzione del latte: un motivo in più per non perdere un appuntamento così importante!

Informazioni varie.

 Anche a casa, non si devono imporre orari, il neonato generalmente richiederà di alimentarsi ogni 3-4 ore.

Non tutti i neonati sono subito in grado di sostenere il cosiddetto "intervallo notturno": uno stacco certo essenziale per il riposo dell'adulto ma che non può essere imposto rigidamente al neonato fin dall'inizio.

"Saltare" una poppata durante la notte non può che essere frutto di una graduale, progressiva abitudine, nata dall'accordo alimentare che si costruisce gradualmente fra madre e bambino. Per ottenere un ritmo prevalentemente diurno delle poppate conviene sollecitare il bambino a non fare stacchi di sonno troppo lunghi durante il giorno fra una poppata e l'altra, ad evitare che il conseguente ridursi del numero delle poppate renda difficile l'assunzione della quota totale di latte di cui il bambino ha bisogno nelle 24 ore, e diventi così inevitabile che abbia più risvegli nel corso della notte, per "completare" l'alimentazione.

Non conviene però ravvicinare troppo le poppate: col passare dei giorni un ritmo alimentare troppo intenso potrebbe creare problemi digestivi, oltre che di eccessivo affaticamento della madre.

Generalmente all'inizio dell'allattamento si consiglia di attaccare il bambino prima a una mammella poi all'altra nel corso della stessa poppata. Questo perché in fase iniziale è utile stimolare frequentemente il seno, dal momento che è proprio lo stimolo della suzione a facilitare la formazione del latte. Quando poi la secrezione è ben avviata conviene far svuotare bene tutta una mammella e passare all'altra solo se necessario (altrimenti lasciarla per la poppata successiva).

La composizione del latte si modifica leggermente dall'inizio alla fine della poppata: nella parte finale, in particolare, i grassi sono più abbondanti. E' preferibile allora lo svuotamento completo, per fornire al bambino ogni volta un latte più equilibrato nei suoi componenti; i grassi poi hanno una particolare importanza nel fornire il senso di sazietà alla fine della poppata.

Anche rispetto alla quantità di latte che il bambino assume a ogni poppata non si possono dare indicazioni matematiche: un lattante sano sa autonomamente ogni volta quanto latte deve prendere dal seno. E la dose di latte che assume non è sempre uguale a ogni poppata, ma varia anche molto nel corso della giornata.

per quello che posso dirti, l'allattamento al seno è sempre meglio a richiesta, meglio per la piccola e meglio per la tua produzione di latte. io con Max ho usato il latte in polvere e mi dicevano di stabililre orari fissi perchè quello artificiale è completo dalla prima all'ultima poppata, mentre quello al seno subisce variazioni e la stessa quantità può essere suff per 3 ore, per 4 ma anche solo per 2. in più i piccoli hanno gli scatti di crescita e tu non puoi saperlo prima, quindi non puoi impostare prima gli orari. io questa volta voglio allattare per cui mi sto informando ma mi dicono tutti che allattare a richiesta è il miglior modo.

Quando ha fame mangia. Se dorme non lo sveglio.

Il latte materno viene digerito molto rapidamente e il bambino, avendo uno stomaco molto piccolo, non può saziarsi molto e pertanto richiede di mangiare frequentemente. Sicuramente, durante i primi mesi, sarà difficile affrontare i ritmi dell’allattamento al seno giorno-notte, un po’ per la perdita di sonno e un po’ perché allattare toglie energie. I sintomi della fame tipici di un bimbo sono senza dubbio il pianto, spesso associato al gesto di mettere in bocca le manine.



·         Per coprire l'aumentato fabbisogno di proteine e di calcio si consiglia – rispetto alla dieta consigliata durante la gravidanza – uno spuntino addizionale a base di latte, yogurt o formaggi. Ad esempio, l'aggiunta di 40 grammi al giorno di Grana Padano dop assicura la copertura pressoché completa dell'aumentato fabbisogno di proteine, calcio, zinco, nonché buona parte di quello di vitamina A e del gruppo B.

·         Per la copertura dei restanti fabbisogni non devono tuttavia mancare anche frutta e verdura (in particolare quelle di colore giallo-arancio e verde scuro), per il contenuto in sali minerali e vitamine; pesce azzurro per l'apporto di acidi grassi omega 3; carne e uova, olio di oliva ((l'acido oleico è fondamentale per la maturazione del sistema nervoso del lattante) e legumi.

·         Bere abbondantemente (almeno 2,5 litri al giorno, che salgono a 3 litri nel periodo estivo)

·         Evitare preparazioni elaborate ricche di grassi saturi

·         Moderare il consumo di caffeina (caffè, thè e bevande a base di cola) e alcool perché passano nel latte, un eccesso di caffeina provoca nel lattante irritabilità e insonnia. Preferire, eventualmente, i prodotti decaffeinati o deteinati.

·         Evitare tassativamente i superalcolici (l'alcol etilico passa nel latte, può inibire la montata lattea e provocare nel lattante sedazione, ipoglicemia, vomito e diarrea).

·         Il vino, anche quello a bassa gradazione alcolica, non andrebbe bevuto; nel caso limitarsi a quantità non superiori a un bicchiere, una o al massimo due volte a settimana, esclusivamente ai pasti.

·         La birra non ha nessun ruolo nel favorire la secrezione di latte e può passare alcool nel latte oltre a renderlo amaro e quindi sgradito al lattante.

·         Ridurre il consumo di cioccolato


False credenze


In passato si consigliava alle nutrici di evitare alimenti quali asparagi, cavoli, cipolle, aglio, peperoni, spezie per evitare di dare un sapore sgradevole al latte. In realtà, se la mamma ha assunto regolarmente questi alimenti durante la gravidanza, le sostanze aromatiche in esse contenuti sono passate nel liquido amniotico e quindi state “assaggiate” dal feto che è probabile si sia abituato al loro gusto; oggigiorno si consiglia invece alla nutrice di evitare solo quegli alimenti dai sapori forti che risultino essere una novità per il bambino oppure quelli per i quali la mamma abbia notato una relazione tra assunzione e scarso gradimento del latte da parte del neonato.

Attenzione! Possono scatenare reazioni pseudo-allergiche:
formaggi fermentati, crostacei, cioccolato, cacao, fragole, pesche.

Tante informazioni da “Il linguaggio segreto dei neonati” di Tracy Hoggs

!!!!! Per sapere se si sazia devi vedere sempre i pannolini, se li bagna almeno cinque/sei al giorno allora va tutto bene.

-Non far durare la poppata più di mezz'ora, sia perchè significa che non mangiano come si deve, sia perchè dopo un certo tempo stanno lì solo per coccolarsi...

 -Per le prime due settimane è meglio allattarlo a richiesta anche per aiutare la produzione di latte e regolarizzare il flusso ed evitare problemi al seno. Poi rispettare almeno 2 o 3 ore di intervallo.I bambini allattati al seno tendono ad abbandonare prima degli altri il pasto notturno e piangono meno. Dopo un breve periodo iniziano a richiedere il latte alle stesse ore e si regolano da soli.

-Non offrirgli il seno ogni volta che piange! Quando il bambino riceve dall’ambiente sempre la stessa risposta (pianto---seno) tende ad aspettarsi di ricevere solo quella e non impara a capire quali siano le sue reali esigenze. C’è il rischio che richieda sempre il latte quando in realtà ha bisogno di altro, tipo di essere cambiato.

-Non prolungare la poppata: nei primi 15-20 min il bambino prende gran parte del latte che gli serve. Se lo si tiene attaccato ancora spende solo energia e sarà troppo stanco per tutto il resto. Così farà piccole poppate stanche poco soddisfacenti. Quindi attaccarlo non più di 20-30 min e ad un’unica tetta.


SCHEMA FISSO

Solo dopo le 6 settimane di vita!

Mai svegliarlo per allattarlo. Rimandare o saltare il pasto.

In caso di troppo anticipo sulla poppata (deve mangiare alle 6 ma piange alle 5) cercare di coccolarlo e tirarlo almeno 1 ora.

Intervallo minimo tra una poppata e l’altra: almeno 2 ore.



Tirare il latte: conservarlo

Temp ambiente 8-10 h in inverno o 4 ore in estate

48 h in frigorifero

3 mesi nel congelatore (se scongelato sta in frigo per 24 h e non di più)

Non scaldarlo in microonde.



il seno ci mette 1 ora a riempirsi dopo una poppata. Per aumentare la produzione di latte tirare il latte per 2 giorni per dieci minuti dopo aver allattato.


Durata poppate:

4-8 settimane fino a 40 minuti 60-150 gr

8-12 settimane fino a 30 minuti 120-180 gr

3-6 mesi fino a 20 minuti 150-240 gr

Diario delle poppate: superati i primi giorni e cominciato l’allattamento da una parte sola, appuntarsi orario pasti-durata-quale seno-e altri eventuali dettagli. Vedi esempio:




ORA

SENO

DURATA

NR. PANNOLINI BAGNATI

N. E COLORE FECI

ACQUA O LATTE ARTIFICIALE?

QUANTO LATTE AGGIUNTO?

ALTRO

6,00

DX

30 M.

1

1 GIALLA

NO

-

DORME DURANTE POPPATA



































CONSIGLIO: Al mattino, dopo una notte di riposo, il latte è più ricco di grassi. Se di notte il bambino sembra affamato, tirate il latte la mattina presto e conservatelo per la poppata notturna.

-Quando c’è un fratellino/sorellina:

Quando arriva un nuovo bambino è normale che quello più grande si senta escluso. Cerca di rassicurarlo riguardo al tuo amore riempiendolo di abbracci e bacini. Ricordagli che anche lui un tempo era piccolo e aveva bisogno di essere tenuto in braccio e allattato al seno per molto tempo. Mostragli le foto o i filmini di quando era più piccolo.

Organizza un divano o una poltrona dove tu possa allattare comodamente il piccolo e dove il bambino più grande si possa accoccolare accanto a te. Oppure metti vicino a questo posto una seggiolina e un tavolino, in modo che il più grande possa giocare mentre tu stai allattando il piccolo. Consulta L'arte dell'allattamento materno per avere idee sui giocattoli e i giochi che tengano tuo figlio occupato mentre allatti.

Un marsupio o una fascia ti permettono con un po' d'esercizio di allattare e contemporaneamente muoverti per la casa, se è necessario. Quando il piccolo dorme dedica tutta l'attenzione agli altri bambini. Colma i loro "vuoti d'amore" quando hai tempo e probabilmente non avvertiranno nessun bisogno impellente o la spinta improrogabile a litigare proprio quando per te è il momento di rispondere alle esigenze del nuovo nato.



Tutto sull’allattamento, consigli e consulenze (velocissime, rispondono praticamente in meno di 24 ore e sono gentilissimi):

La LECHE LEAGUE Italia

http://www.lllitalia.org/

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