lunedì 16 aprile 2012

WEEK END IN MONTAGNA

Qualche week end fa mi sono davvero divertita. A parte aver messo a dura prova il mio pancione con "vestimenti e svestimenti" vari a cui non ero più abituata, è stato bellissimo!
Le mamme sanno cosa voglia dire mettere a un bambino di 3 anni una tuta da sci, degli scarponcini, una sciarpa  e un cappello. Il padre di solito getta la spugna al primo tentativo di infilare il gentil piedino in quel dedalo di strati antivento, antifreddo, antipioggia, antisole, etc. A quel punto arriva mamma a liberare il piccoletto dalla morsa infernale della tuta, cercando sd capire dove siano incastrati gli arti, cercando di consolare lui e il suo papà che sembra stia giocando una partita a TETRIS alla massima velocità, cioè quando 22 pezzi a "S" scendono velocissimi e tu non sai dove infilarli e nemmeno hai il tempo di realizzare cosa stia succedendo.
Ecco, vestire il bambino da la stessa sensazione di panico. Lode ai bei tempi in cui non opponevano resistenza e se ne stavano belli belli imbacuccati nei loro mono tutoni da cui sporgevano solo gli occhietti e non avevano alcuna libertà di movimento.
No, ora si dimenano, strillano, cercano di scappare e tu provi ad immobilizzarli e ad infilare un piede, una gamba, un braccio nel primo pertugio che trovi, sperando di non aver messo i pantaloni al posto della giacca e viceversa. Quando poi credi di avercela fatta e tutta sudata (perchè chiaramente, da vero genio, tu ti eri già vestita in precedenza, già munita di scarponi, cappello di pile, giaccone imbottito e sciarpona di lana) guardi il tuo pargoletto, ti accorgi che la tuta è al contrario...Chissene, non se ne accorgerà nessuno.....Ma giustamente lui protesta perchè la cucitura gli tira proprio sul sedere e gli da un fastidio bestiale. Allora ti tocca spogliarlo e via al secondo round.
Nel frattempo il papà è comodamente seduto alla scrivania (perchè ce l'ha anche in montagna, con PC, I-PAD e I-PHONE tutti rigorosamente connessi), in t-shirt, fresco pulito e profumato, e quando voi, con tono "leggermente" innervosito gli fate notare che la prossima volta se ne può pure stare a Milano che tanto il suo aiuto è inesistente, sbuffa e dice: Dai, cominciate ad andare a bere il caffè che vi raggiungo.
Ma come? Ma Porco Giuda devo farmi 1 Km a piedi giù per le stradine con rischio caduta (vabbè che ancora non si è accorto che sono incinta ma prima o poi lo capirà vero?), con sacchetti e slittino al seguito, mentre tu arrivi bello bello in macchina?? Ma vai  a cag..eeeeee!!!
Comunque così va. E ci ritroviamo al bar: T esaltato, io lurida e sudata perchè mi è pure toccato raccogliere le pignette da portare alla maestra Paola, e papino abbronzato, con Ray Ban alla moda, giaccone aperto e sorriso smagliante. Ma vai a cag..eeeeee di nuovo!


Comunque oltre alle bellissimie giornate avevamo una bellissima compagnia dove ho trovato grande solidarietà femminile e dove ho potuto studiare il comportamento dei papà più da vicino, rendendomi conto che sono davvero tutti uguali!
Onore al merito ad un mio amico che è arrivato con i pupi al seguito (2 e 1 anno). Solo soletto, ma con l'aiuto di mammà, si è prodigato in un week end da papà (e devo dire che è stato bravissimo) durante il quale abbiamo avuto al gioia di pranzare tutti assieme. I bambini si sono trovati subito: d'altra parte davanti a wurstel, patatine e forza 4 chi potrebbe non essere felice? Il problema si è posto quando il più piccolo (non per stazza ma per età!) ha deciso di essere abbastanza grande per bere da un bel bicchierone di vetro. Papà distratto, manine del bimbo velocissime......risultato: body fradicio, tuta fradicia, maglietta fradicia! Meno male che noi arrivavamo da Milano e avevamo le valigie in macchina quindi ho provveduto  a consgenare al papino una bella t-shirt per tamponare il danno. Al mio ritorno dalla macchina con la magliettina in mano, il pupo era a torso nudo, bagnato, in montagna, subito dopo aver magnato, in braccio al suo papà, e aspettava di essere cambiato!! E noi che ci stiamo a fare tanti problemi: lo vesto, lo svesto, no aspetta che ha appena mangiato, o cavolo è un po' sudato lo cambio? Ma no, impariamo dai papà: duri e puri! Così si temprano le nuove leve!

Un altro papà ha invece deciso di far sperimentare una discesa in bob al suo frugoletto di 2 anni circa. Prima lo ha piazzato dietro a T che ormai è un KAMIKAZE dello slittino, nel senso che si lancia a tutta velocità e invece di frenare si lancia dal bob in corsa rotolando per terra e trascinandosi dietro tutto ciò che sta intorno. Non so però per quale strano caso in questa ultima occasione si è comportato bene e ha condotto il piccolo Leo giù dalla discesa sano e salvo.
Ma il papà di Leo, non contento, lo ha sparato giù da solo, pensando di poter domare lo slittino solo con la cinghietta che serve per tirarlo, e gli ha fatto fare 3 giri su se stesso con bob ancora legato al sedere, lo ha trascinato per 2 metri incurante di ciò che stava avvenendo e delle grida della mamma e poi, con nonchalance e ridendo ha detto: Ma dai che si è divertito....!
Il piccolo, sotto choc è corso tra le braccia della mamma che ormai senza parole non ha potuto che scambiare uno sguardo di intesa con me dicendo: Hai ragione tu. Ritrovo mio marito in ogni racconto del tuo blog.



Grazie Teo-Leo e Carlo; grazie Ale&Ale-Leo

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