venerdì 9 marzo 2012

MACCHINE DI CASA MIA

Mio marito si diletta con macchine improbabili. Io non capisco un granchè di motori ma non ho mai visto niente di più strano e bizzarro in vita mia. Chiaramente non so i nomi dei modelli quindi mi limiterò ad una sommaria descrizione "da femmina".
La macchina ufficiale è normale. Una tipica familiare che ormai di anno in anno si ingrandisce causa necessità di spazio. Chiaramente questa non regala grandi emozioni o soddisfazioni, nel senso che non ha i sedili che espellono i passeggeri in caso di incidente o un argano capace di smuovere un Baobab o la motosega incorporata, quindi ecco arrivare in famiglia una jeep d'epoca stile militare, primo esempio di autovettura utilissima e di gran prestigio, a detta di mio marito. Il mio primo incontro con questa macchina, se così vogliamo chiamarla, è avvenuto a Savona, dopo un'estenuante giornata lavorativa ed un altrettanto stressante viaggio in treno. Arrivata alla stazione, curiosa di vedere la nuova creatura (immaginando fosse una comoda jeep tipo Land Rover o simili), mi imbatto in un macinino mimetico che fa più casino di un trattore e che sputa fuori un fumo nero e denso tipo ciminiera. All'accensione segue un rumore tipo ultimo fuoco d'artificio (quello che poi viene seguito dai 3 botti finali, tanto per intenderci), tant'è che penso: stiamo per saltare in aria. Poi la jeep comincia a tremare così forte che sembra di essere sul TAGADA' dell'Idroscalo (chi è di Milano non può non conoscerlo. Ora credo sia stato abolito causa numerose vittime accertate) e una coltre di fumo entra nell'abitacolo affumicando noi ma anche chi ci sta accanto nel garage.
Si parte: io mi rendo irriconoscibile coprendomi con 3 cappelli, sciarpa e cappotto....si sa mai che qualcuno possa riconoscermi nel garage della stazione di Savona! Il sedile è d'acciaio. Mio marito ancora sostiene di no ma vi assicuro che a seguto del viaggio ho avuto un livido sull'osso sacro che mi è durato per mesi. Le portiere possono essere tolte e sostituite da una rete di tessuto mimetico chicchissima e assolutamente modesta. Al posto del clacson c'è la sirena militare e invece delle luci c'è il faro di emergenza. Insomma una macchinuccia che passa inosservata. L'antenna sul tetto capta anche radioManila tanto è lunga e va smontata se passi sotto una galleria qualsiasi. Il riscaldamento chiaramente non esiste ma è stato sostituito dallo scaldabagno De Longhi che punta solo sui piedi quindi a fine viaggio hai due caviglie tipo zampogna e il resto del corpo ibernato. Mi sono fatta il giro della Corsica seduta su questo gioiellino. Non vi dico il mio umore. Specialmente quando, al ritono in Italia, dopo averci messo 3 ore e mezzo da Savona ad Ovada, mio marito a deciso di dimenticare il cellulare all'autogrill..... ma se ne è accorto dopo il bivio per Milano, quindi altre 2 ore e mezza per tornare all'autogrill e altre 4 per arrivare a casa....ci superava anche il camion traslochi NIEDDU, il più lento della storia. No comment. Io ero in tutti gli stati e mentre lui si scusava per il disagio arrecato leggevo nei suoi occhi la goduria di poter guidare quel mezzo per un altro pochino!
Sono un po' triste nel confessare che, dopo tante gite nei boschi con rami che mi si spezzavano in faccia e docce di zecche che piovevano da ogni dove, dopo aver percorso romanticamente le scalinate di tutte le Chiese e aver guadato tutti i torrenti del Piemonte, la Jeep è stata venduta, ma mi ha salutata in maniera degna: mio marito davanti con il mostruoso mezzo e io e il bambino dietro nella familiare; all'improvviso il tetto della jeep si stacca e rischia di investire noi e le 3 macchine che ci stavano dietro. Bel momento. Impagabile però vedere la mia gentile metà che corre giù dalla jeep a raccogliere il pezzo perso per rimontarlo alla bell'e meglio in 2 secondi, 05....manco fosse un tecnico Ferrari. Ma poi non aveva l'ernia che gli impediva di fare qualsiasi sforzo? Boh?

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