martedì 27 marzo 2012

IL MANIFESTO DEL BRAVO GENITORE!

Cari mamme e cari papà, volete veder crescere i vostri figli deficienti, debosciati e asociali?
Seguite alla lettera il decalogo messo a punto da Giovanni Notarnicola, psicologo, psicoterapeuta e docente di riabilitazione motoria all'università di Firenze!

Il ‘manifesto’ del bravo genitore naturalmente è ironico, perché l’obiettivo del suo autore è quello di demolire certe abitudini errate e riportare l’attenzione dei genitori sui valori corretti da inculcare ai propri figli, mettendoli in guardia sulle conseguenze che certi comportamenti, anche se adottati con intenti positivi, possono avere sui nostri figli.

1 "Fin dall'infanzia accontentatelo in tutto ciò che chiede così, alla prima rinuncia, gli verranno le convulsioni."
Genitori, ma anche nonni e zii, sempre a corto di tempo da dedicare ai loro figli/nipoti, pensano di compensare a questa mancanza riempiendoli di regali e regalini: caramelle, cioccolatini, giochini e qualunque altra cosa venga ai bambini in mente, in un crescendo di richieste il più delle volte inutili. E invece, ogni volta che possiamo, cerchiamo di dedicare loro del tempo, per parlare, giocare insieme. E quando le loro richieste diventano troppe, bisogna avere il coraggio e la fermezza di dire di no, di far capire loro che non si può avere tutto.

2 "Non insistete con la formazione morale: onestà, solidarietà, laboriosità, mansuetudine, sono caratteristiche per persone deboli."
Se ci guardiamo intorno sembra quasi che nella nostra società chi va avanti siano solo i ‘furbi’, quelli che riescono ad ottenere tanto con poco, magari sgomitando a danno di chi sta vicino. Spetta a noi genitori far comprendere ai figli che non è con questi comportamenti che si ‘vince’ davvero o che si va avanti, perché i veri successi si fondano su valori ben più profondi. Confrontiamoci con loro, magari raccontando nostre esperienze o invitandoli a raccontare le loro, sottolineando aspetti positivi e negativi di ogni comportamento. Non lasciamo insomma che i bambini ‘bevano’ tutto quel che vedono all’esterno: i messaggi che potrebbero transitare non sono sempre dei migliori!

3 "Raccogliete e riordinate voi ciò che lascia in giro, crescerà pensando che le responsabilità siano solo degli altri."
E’ vero che a far da soli si fa più presto che non ad aspettare che lo facciano i nostri figli, però così non si responsabilizzeranno mai. Incoraggiamoli a rifarsi il letto, a rimettere a posto le costruzioni una volta finito di giocare o ad aiutare la mamma ad apparecchiare la tavola: anche se il risultato non sarà perfetto, andrà bene così. E quando vanno a scuola, evitiamo di portar noi lo zaino: non sarà certo quel peso, trasportato di solito per pochi metri fino a raggiungere l’auto, che potrà rovinargli la schiena! “Attenzione, però: le richieste non vanno fatte come un ricatto” mette in guardia il porf. Notarnicola! “Non diciamo: ‘se metti in ordine la tua stanza ti compro… se non metti a posto non ti faccio…’; si deve mettere a posto perché è giusto che sia così, senza l’obiettivo di ottenere qualcosa in cambio”.

4 L"itigate spesso e violentemente davanti a lui, anche per cose futili, crescerà con l'idea che il matrimonio sia cosa da evitare con cura."
E’ importante non solo evitare discussioni su temi generici, ma soprattutto evitare di litigare davanti al bambino su decisioni che riguardano lui” spiega lo psicologo. “Mamma e papà devono concordare preventivamente la linea di condotta da tenere su un certo argomento e poi parlare al bambino con una voce sola. Se il papà rimprovera il figlio perché a suo parere ha fatto qualcosa di sbagliato e la mamma invece interviene in sua difesa, al bambino arriva il messaggio che la verità non è una sola e che le decisioni possono anche essere ‘manipolate’, oppure che mamma e papà stanno litigando per colpa sua, o ancora che il matrimonio sia effettivamente… la tomba dell’amore!”

5 "Difendetelo ovunque e sempre rendendogli chiaro il concetto che sono gli altri (compagni di scuola, insegnanti, amici eccetera) a non capirlo."
Cercate di fargli ben comprendere che a scuola si deve studiare soltanto per non essere rimandati. E’ un altro modo per responsabilizzare il bambino/ragazzo: se sbaglia deve sopportare le conseguenze di quel che ha fatto. Non ha studiato? È stato giusto che l’insegnante gli abbia messo un brutto voto. Si è comportato in modo scorretto con un compagno? È giusto che adesso il compagno sia risentito. Non si tratta di ‘condannarlo’ ma è importante non lasciar correre, nell’illusione che tanto è ancora piccolo. Non è mai troppo presto per fargli capire, sia pure con dolcezza, che ha sbagliato. “L’atteggiamento deve essere come quello del vigile urbano che, se trova un’auto in palese divieto di sosta, deve fare la multa perché è giusto che sia così, senza assumere atteggiamenti punitivi o ‘cattivi’. Magari diciamogli: anche io ho sbagliato tante volte, ma ognuno ha il dovere di potersi migliorare. Quel che è successo oggi ormai è successo, però è stato un buon insegnamento per domani!”

6 "Dategli pure tutto il denaro che chiede; quando si accorgerà, in futuro, che per averlo bisogna lavorare, rimarrà di stucco. "
E’ giusto che i nostri figli vengano a contatto con il denaro e che imparino a dargli il giusto valore sin da piccoli. Devono sapere ad esempio che cosa si può comprare con una certa cifra e quanto occorre per comprare un determinato oggetto che ci chiedono: a quel punto possiamo ragionare con loro se è davvero necessario spendere quella somma per comprare quella cosa o se piuttosto non è meglio comprarne un’altra. In sintesi, facciamo comprendere loro che i soldi non sono infiniti e che bisogna saperli spendere bene.

7 "Non rimproveratelo mai per le sue malefatte, potrebbe ricavarne sensi di colpa; così, da adulto, trovando una contravvenzione sulla sua auto in palese divieto di sosta, penserà di essere perseguitato."
 E’ un punto che si ricollega al punto 5: se sbaglia deve essere rimproverato, senza timore di suscitare sensi di colpa. Rimproverarlo non significa che il genitore ce l’ha con lui, ma che vuole trasmettergli un insegnamento per il futuro.

8 "Lasciategli infastidire gli animali, vessare i compagni più deboli, deridere gli anziani e danneggiare la roba altrui riprendendo tutto con l'apposito cellulare; crederà fortemente in Dio, poiché penserà che Dio e lui sono la stessa persona."
Sono atteggiamenti che i ragazzi possono assumere soprattutto quando sono con i compagni, ‘forti’ dell’appartenenza al gruppo. Ovviamente è doveroso far comprendere ai nostri figli che non è usando la forza con i più deboli che si dimostra la propria superiorità. E soprattutto che certi atteggiamenti non vanno assolutamente emulati, anche se li vediamo fare ai nostri amici!

9 "Fategli guardare la televisione quanto vuole, senza limiti; crescerà pensando che la vita, le persone, le cose e gli eventi possono essere regolati col suo telecomando."
Non esiste la tv e basta, esiste chi la accende e chi la mette sul canale sbagliato” commenta Giovanni Notarnicola. “I genitori devono vigilare sui programmi che i loro figli guardano e orientarli nella scelta: se lasciano a loro il telecomando possono scegliere di tutto. E poi una volta ogni tanto portiamoli al cinema: sappiamo quel che andiamo a vedere, si cammina insieme per raggiungerlo, si impara a rispettare gli orari”.

10 "Non fategli praticare attività motorie e sportive, intanto perché suda e ci si può far male; poi, imparare a stare insieme agli altri, imparare a saper vincere, a saper perdere a saper combattere, a sapersi sacrificare è prerogativa delle persone insicure."
Meglio fare lo sportivo col “sedere”: seduto in tribuna! Abituiamo i figli a vivere sport in prima persona e non ad essere semplicemente spettatori. “Non si tratta di iscriverli a ‘mega-corsi’, basterebbe una passeggiata nel bosco la domenica tutti insieme” evidenzia Notarnicola: “si fa attività fisica camminando, ma in più si ha la possibilità di chiacchierare, di osservare la natura, respirare aria pulita, di divertirsi in un clima spensierato. E sarà anche per i genitori un modo piacevole di trascorrere la domenica e di rilassarsi dalle fatiche della settimana”.

di Angela Bisceglia

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