giovedì 15 marzo 2012

IL CERVELLO DELLE MAMME

Katherine Ellison è una giornalista affermata che, prima di sposarsi e avere due figli, faceva la corrispondente dal Sudamerica per il “Miami Herald”. Quando è rimasta incinta ha pensato con terrore alle cose che si sentono sul cervello delle mamme, che è più lento, che “perde colpi”. E al fatto che le madri, durante e dopo la gravidanza, sarebbero meno presenti a se stesse, nelle attività domestiche così come in quelle lavorative. Però lei non avvertiva questo “calo di intelletto”. Ha cominciato a fare ricerche e ha raccolto le prove scientifiche che il cervello delle mamme è più efficiente. L’efficienza non si misura solo in termini di lavoro, ma anche di capacità sociali, emotive e pratiche, nonché motivazionali. Perché i bambini rappresentano uno straordinario “catalizzatore dell’intelligenza”.
Mai sentito usare l'espressione "donne multitasking?"

da mammafelice.it di Barbara Damiano

5 superpoteri che ci derivano dalla maternità
01. La percezione: vista radar (rilevo un pericolo a metri di distanza, e agisco con la rapidità di un frecciarossa), olfatto sensibilissimo (tanto che quando il bambino ha la febbre io lo sento già col naso… ), udito bionico (potrei sentire il suo pianto in mezzo ad un concerto al Meazza, o un rantolo anche durante la fase REM, tatto rilassante (basta una carezza per calmare… )
02. L’efficienza: diventando mamme il multitasking diventa una filosofia di vita. Io magari devo ancora migliorare sulla coordinazione ‘posta elettronica – occhio alla cena che brucia’, ma in linea generale ho acquisito un’efficienza e un’organizzazione degne di un manager di una multinazionale. Nel libro si dice che questo avviene perchè si vive sempre con i minuti contati, ma nel mio caso io sono decisamente oltre: non ho l’orologio, non guardo i tempi… semplicemente mi è cresciuto un orologio interno che mi aiuta a far incastrare tutto, in queste giornate della mia vita da donna-tetris. Non a caso, se mando mio marito a fare la spesa, scrivo la lista in ordine di scaffale/percorso: ormai tutto è fotografato nella mia mente, e siccome ogni giro inutile fa perdere tempo, persino per rimettere a posto casa imbraccio gli oggetti dal più vicino al più lontano, e con le mille braccia tentacolari da polipo che vengono date in dotazione alle mamme, passo da una stanza all’altra con precisione;
03. La capacità di recupero: perchè la legge della mamma lo sa: una madre non ha il diritto di ammalarsi. Il sonno è diventato un concetto astratto, le occhiaie sono diventate un accessorio di moda con cui sfilerei in passerella, dormire è un hobby di lusso, e se non si dorme, non ci si può comunque permettere di perdersi in sbadigli durante il giorno. La pazienza raggiunge dei livelli meditativi da guru: con la pazienza che ho acquisito, mi stupisco che, invece di camminare (e fratturarmi gli alluci sulle sedie) io non inizi presto a levitare. Tanto che, in un sondaggio tra amiche con figli di diverse età, il regalo di compleanno più desiderato sarebbero 3 giorni in una camera d’albergo, completamente sole e in silenzio;
04. La motivazione: non si possono prendere ferie dalla maternità. Essere mamma è pazzesco proprio perchè non si può non essere mamma quando si è mamma. Titolarità e responsabilità del compito: la fregatura, ma anche la bellezza di questo ‘lavoro’. Io sono diventata più decisa in tutto: il mio istinto di mammifero ha colpito. Sono diventata una leonessa ed ho capito cosa significa provare un istinto predatorio verso chi potrebbe far del male a mio figlio; ma sono anche diventata più lucida: meno pippe mentali. Ho capito cosa voglio e come voglio ottenerlo, ed essere mamma non fa altro che aiutarmi nel perseguire anche gli altri obiettivi non legati alla maternità, ma in modo più diretto: basta carinerie, basta filtri diplomatici, basta chiedere permesso per ogni cosa… ai colloqui sono diventata fortissima, sono piena di energia e me la tiro: ehi, gente, sono una mamma, ho messo al mondo un essere umano, io quindi posso fare anche un bel lavoro nella vostra azienda!;
05. L’intelligenza emotiva: beh, io forse questa un po’ ce l’avevo già, e ho cercato semplicemente di non farmi andare in pappa il cervello con la maternità. Ma sicuramente ho potenziato la mia apertura verso gli altri: diventare mamma mi ha resa più disponibile, più aperta, più confidenziale… Non perdo tempo a criticare, lamentarmi, dire a qualcuno: non mi piaci. Passo il tempo a parlare di cose belle e a conoscere persone belle. E scopro che l’amore è più grande e più potente di quanto immaginassi in principio. Empatia e non antipatia, ecco. Che le persone antipatiche con gli altri sono inutili perdite di tempo, e io la fase di voler conquistare il parere positivo di tutti, l’ho passata a 15 anni.

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