giovedì 8 marzo 2012

GLI UOMINI E LA LOGORREA

La logorrea è definita come un "flusso eccessivo di parole"; in campo medico si riferisce ai discorsi incoerenti causati da alcuni tipi di malattie mentali , come le manie.

In senso non medico la logorrea è un tipo di verbosità , conosciuta anche come diarrea verbale, che fa uso di parole superflue o ricercate per trasformare un messaggio da semplice ad intellettuale.

Gli uomini, o almeno quelli della mia famiglia, sono logorroici. Parlano dell'argomento più inutile per ore, ripetendo la stessa identica frase per 50 volte, cambiando qualche aggettivo o qualche avverbio e basta. Ma sono cretina io? Pensano non capisca? O hanno qualche turba loro?
Io non ho la capacità di saper parlare del nulla per almeno 30 minuti di seguto: sarà per via del pragmatismo femminile?
Se devo parlare di un argomento vado al sodo, uso lo schema dei problemi di matematica delle elementari: PROBLEMA, DATI, RISOLUZIONE.
Finito. Non infarcisco tutto con 150 parole che finiscono con "ente", non uso incisi che sono di per sé una storia a parte, non divago per 20 minuti per poi chieder "ma di cosa stavo parlando"? Ma che nne so'? Mi sono persa al primo excursus e non ti ho più ritrovato.
La mia maestria sta però nella dissimulazione: anche se sto pensando bellamente ai fatti miei, riesco a fingere un grandissimo interesse verso quello che mi stanno dicendo. Devo dire la verità che a volte mi tradisco perchè la noia inizia a trasudare da ogni poro e io non so come controllarmi. Gli occhi mi si spengono e perdo bava dalla bocca....solo a quel punto, in pre coma, il mio interlocutore chiede "ma ti sto per caso annoiando?" "Ma nooo! Scherzi? sono interessatissima a....a.....? Di cosa stavi parlando?" E chiaramente a questo punto si offendono, ma almeno la smettono.
Se non diventano logorroici invece sono muti: non esiste per loro la conversazione leggera di circostanza. O si parla di "massimi sistemi" o tutto il resto è inutile. Quindi meglio attaccarsi al PC, all'I PAD o al cellulare. Non c'è momento della giornata in cui mio marito non sia connesso con qualcosa o con qualcuno. Che sia leggere corriere.it, o farsi gli stra..zzi degli altri su FB, o controllare l'andamento della borsa, o parlare con il suo migliore amico per mezz'ora senza riuscire a dirsi niente se non insulti (ma perchè gli uomini fanno così? Non possono telefonarsi per sapere come stanno senza darsi del c...ione ogni 3 parole?). Tu fai una domanda e....niente. Nessuna risposta, nemmeno un mugugno, un grugnito, un cenno. Ripeti e ancora: niente. Alzi la voce e ti dice "ma ti ho risposto!". Ma quando? nella tua fantsia? Nel simpatico mondo virtuale del tuo cervello? Hai risposto in alfabeto farfallino alla proiezione che hai di me nella tua testa? Al mio secondo io che assomiglia a Claudia Schiffer mentre in realtà sai che sono uguale a mio padre con la parrucca bionda?
Insomma la mia vita è fatta di domande che ancora cercano una risposta nell'etere maschile. Magari qualcuno prima o poi mi sentirà!
Ma attenzione a fare la domanda sbagliata perché se becchi l'argomento che gli interessa parte un discorso di 1h e 45 min che ti fotte per l'intera serata: scordati di vedere qualsiasi programma alla TV, di rispondere al telefono, di leggere Vanity Fair. Ti sei fregata con le tue mani. Ora lui è tutto ringalluzzito all'idea di poter dare sfogo a tutto il tuo sapere e in un batter d'occhio ti chiedi come mai da una semplice domanda tipo "Alla fine io preferisco le cotolotte di pollo a quelle di vitello" ti ritrovi con tuo marito che gesticola tipo Daro Fo preso nello spiegarti perchè l'andatura della borsa nel 2022 sarà diversa da quella di oggi per ben ovvie ragioni (che ti sta elencando). Ma non si parlava di polli?

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