mercoledì 8 febbraio 2012

VOLONTARIATO

Apro molto fiduciosa la mia posta elettronica. Oggi avrò finalmente l’esito del mio test d’ammissione ad ABIO (Fondazione per il bambino in ospedale). Ho seguito due corsi di formazione belli tosti ma ne sono orgogliosa. Ho scelto ABIO, e consiglio a tutti di visitare il sito www.abio.org, perché sono sicuramente sensibile all’argomento. Avevo già scelto ABIO per la mia Lista nozze assieme a Beat Leukemia, www.beat-leukemia.com, e per le bomboniere del mio matrimonio.

Una delle cause delle mie dimissioni dall’azienda in cui lavoravo era proprio la necessità di fare qualcosa per gli altri, di dare una mano, di aiutare chi ha davvero bisogno. Puntavo tutto su questa associazione, certa che avrebbe cambiato la mia vita e il mio modo di vederla.

Arrivo al dunque: non sono idonea. La mail arriva come un fulmine a ciel sereno. Le altre mie compagne penso siano state tutte prese. Cavolo cosa sono, un mostro? Oltre al danno la beffa: sul Corriere della sera di sabato 24 Settembre appare un bell’articolo di una soddisfatta studentessa  di giurisprudenza di 22 anni che è diventata volontaria ABIO. Beata lei.

Lunedì telefono subito all’associazione, lascio messaggi me niente. Chiamo la Fondazione e mi dicono che certamente mi daranno spiegazioni, ma non prima di una settimana. Ci rimango malissimo. Mi hanno “silurata e giudicata” in due sedute ma non hanno tre minuti per dirmi il perché. Dato che non so stare zitta e, come dice la mia amica C. (Zia Dede, vedi altro post) -  davvero una delle migliori donne che conosca, prima persona a cui ho dato la notizia – sono impulsiva, ho scritto una bella mail alla segreteria ABIO chiedendo spiegazioni. Sto a vedere e soprattutto ad aspettare! Evidentemente ho talmente rotto le scatole che la formatrice mi telefona alla svelta dicendomi che non ha il materiale (cioè il mio questionario e le loro valutazioni) quindi deve andare a braccio, ma che sono risultata troppo emotiva. Touché. Mi dice anche che mi richiamerà la settimana dopo con tutto il materiale alla mano in modo da darmi una spiegazione ragionevole e ben articolata. E’ passato un po’ più di una settimana ma sono stata richiamata e ho avuto il chiarimento che volevo. E’ stato costruttivo per me e forse anche per ABIO. La responsabile mi ha invitata a contattare altre associazioni perchè pensa che io, in altri ambiti in cui il distacco emotivo non è strettamente necessario, io possa essere di grande aiuto. Seguirò il suo consiglio.

Con questo però non voglio assolutamente sminuire il ruolo di ABIO. E’ un’associazione meravigliosa che prepara le persone ad un percorso davvero difficile. E’ un’esperienza fantastica anche solo potere assistere ai corsi di formazione. Quindi, per chiunque avesse tempo e voglia, questa è davvero una valida Fondazione. Chiaramente si parla sempre del volontariato in modo ottimo, io ne ho visto un piccolo rovescio della medaglia, ma non per questo mi scoraggio né voglio scoraggiare chi voglia intraprendere questo percorso. Anzi, col senno di poi forse avevano ragione loro. Forse non sarei stata così forte e distaccata da riuscire ad affrontare la sofferenza di tanti bambini e delle loro famiglie. Però avrei voluto avere l'occasioni di potrci provare.

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