giovedì 9 febbraio 2012

UOMINI E PADRI 8

Da “Ho Sposato Un Deficiente” di Carla SIgnoris


Mio marito si alza spesso di notte. Dato che è gentile, non vuole fare rumore per non svegliarmi. Quindi, per prima cosa accende la luce. Perché? Per vedere quando i piedi gli toccano terra! Metti che il letto durante la notte sia cresciuto… o il pavimento si sia allontanato… o le gambe si siano accorciate… lui è uno prudente! Per accendere la luce, con una manata tira giù tutto quello che trova sul suo comodino svegliando non solo me, ma anche i condomini che hanno la camera da letto sulla stessa colonna della nostra.

Io faccio finta di dormire per non dargli soddisfazione, ma quelli di sotto, che tengono la scopa in camera, con tre colpi ringraziano immediatamente per la levataccia… lavorano in banca, ma prima andranno a funghi, tanto ormai sono svegli! Apro qui una parentesi per fare un quadretto di ciò che prima dell’accensione era in ordine sparso sul comodino e dopo si trova in ordine sparso per terra: 12 libri impolverati non letti, una bottiglietta d’acqua piena e senza tappo, un tappo, una boccetta mezza vuota di Nux Vomica (rimedio omeopatico per i bruciori di stomaco dopo il frugale pasto della sera consistente di sogliola bollita + insalata per stare leggero, e mezza teglia di melanzane alla parmigiana fredde di frigo che era un peccato lasciare lì!), una tazza di camomilla mezza piena perché la Nux Vomica non ha fatto effetto, il Maalox perché neanche la camomilla ha fatto effetto, un orecchino mio scompagnato che non trovavo più e 200 figurine di Dragon Ball dei bambini. Una volta accesa l’abat-jour, resta solo scendere dal letto. Pensa: «Accidenti alle alogene! Non vedo più un cazzo ma almeno i fantasmi sono spariti, ora mi abituo. Il pavimento è un lago di camomilla ma non dovrebbe essere profondo perché è sempre lì, quindi ci tocco, il bestemmione l’ho detto sottovoce per non svegliare mia moglie ma l’ho detto, i vicini hanno ringraziato! Guarda che casino che ho fatto, ma metto a posto domani perché ora mi scappa… vado in punta di piedi così quella lì non si incazza!». Quella lì naturalmente sono io che fingo di dormire anche se si vede che mi fumano le orecchie.
Come Armstrong, l’astronauta che per primo posò i piedi sulla Luna, il deficiente posa i piedoni: uno sul mio orecchino con cui si punge perché io ho i buchi nelle orecchie, l’altro sulla figurina plastificata di XJKZ-DRAGON con cui surfa sulla camomilla. Indi ricade pesante sul letto che ha la spalliera antica in ottone. Secondo bestemmione soffocato e rimbombo metallico della spalliera. Secondo ringraziamento dei vicini che si erano riaddormentati, ma meno male che c’è mio marito sennò addio funghi! Io continuo a dormire ma dalle orecchie mi esce involontariamente un sacco di fumo. Ormai si è abituato alla luce e agilmente può avviarsi al bagno aggirando gli ostacoli. Gli zamponi si ri-posano a terra e il deficiente si esibisce in un “punta di piedi” dal letto al bagno, che al confronto Polifemo era una libellula! L’articolazione della caviglia è bloccata dall’ispessimento delle arterie causato da abuso di latticini e cibi salati
Quella del ginocchio pure, senza parlare dell’anca. I muscoloni della gamba sono duri come diamanti… ma di sale grosso.
Immaginate Polifemo che vuole catturare Ulisse e per sorprenderlo gli si avvicina di soppiatto? IMPOSSIBILE! Polifemo non è Gatto Silvestro. Polifemo, che è tarlucco, quando capisce l’inganno vuole: schiacciare Ulisse, abbattere la montagna a pugni, scagliare la nave di Ulisse in fondo al mare, svegliare l’intero condominio sennò finiscono i funghi! Ecco, il deficiente cammina in punta di piedi come Polifemo e un movimento sussultorio di magnitudo 6 mette a dura prova l’antisismicità del palazzo e il cuore dei miei vicini, i quali non andranno per funghi ma a fare un eco-doppler per sospetta cardiopatia! Io, che ho smesso di fumare dalle orecchie pregustando la vendetta, aspetto che torni dal bagno e si distenda. Stringo i denti quando si siede sul letto e la spalliera nuovamente causa una nuova scossa, ma tanto i vicini per la paura della prima sono già in strada con le coperte e gli oggetti preziosi, e appena il deficiente si rilassa e sta per prendere sonno io, finalmente, gli urlo nell’orecchio: «MA SEI SCEMOOOO?».


(Pubblicato il 22 gennaio 2008)

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