giovedì 9 febbraio 2012

UOMINI E PADRI 7

L’UOMO E IL RUMORE

Non riuscirò mai a capacitarmi della quantità di rumore prodotto dai maschi. Quando si soffiano il naso sembra stiano dragando un canale di scolo; quando tossiscono spingono talmente tanto che è un miracolo non gli esca un polmone da una narice; quando sbadigliano in realtà barriscono; quando camminano indossano evidentemente gli zoccoli olandesi o le scarpe dell’uomo di latta, che pesantemente crollano sul pavimento facendo tremare la casa peggio di quando abiti sopra lo scambio di tre linee tramviarie e in quel momento c’è il traffico di punta; quando qualcosa gli rimane in gola o hanno un po’ di raspino emettono un bizzarro verso, come se dovessero far uscire un pallone da basket dalla bocca raschiando per bene con un GRRRRR lungo e sonoro tipo dinosauro inferocito; quando è notte fonda e non dovrebbero fare rumore, non solo per non svegliare la famiglia ma anche tutto il condominio, accendono luci (le sbagliano sempre nonostante vivano nella stessa casa ormai da anni: la luce del corridoio non è quella della camera da letto e tu in un lampo sei accecata da luci a giorno e senti solo uno SCUSA AMORE; SBAGLIATO!), aprono la doccia (ma che gusto c’è a farsi la doccia all’una di notte?), si asciugano i capelli con il phon! Che poi gli cade dalle mani rimbalzando rumorosamente sul pavimento, poi arrivano in camera e mugugnando si infilano a  letto, gelati, svegliandoti e rubandoti con uno scatto quasi epilettico, tutte le lenzuola; quando parlano gridano, quando sussurrano parlano. Insomma, per dirla alla maniera di un mio caro amico, sono dei veri facitori di rumori. Li senti arrivare quando ancora sono a piano terra, perché stanno parlando al telefono con il loro migliore amico che, come loro, è mezzo sordo, quindi gridano tutti e due e tu puoi nitidamente sentire la loro conversazione anche dal sesto piano.

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