giovedì 9 febbraio 2012

UOMINI E PADRI 6

Da “Ho Sposato Un Deficiente” di Carla Signoris
IL DOLORE, PAROLA AL FEMMINILE!

Stavolta ironizziamo sull’eroismo dell’uomo non in quanto marito, ma in quanto maschio. Sarà un luogo comune ma lo dico ugualmente: DAVANTI AL DOLORE, TUTTI I MASCHI SONO EROI! E chissenefrega se sto generalizzando, non sono mica obbligata a fare dei distinguo perché sennò crolla un ponte: i miei sondaggi danno ragione a me! Garibaldi per esempio, l’eroe dei due mondi, quando non era nell’altro mondo, a casa sua com’era? Vorrei chiedere ad Anita di raccontarmi di quella volta in cui “Garibaldi fu-fferito, fu-fferito ad una gamba…”. Non sarà che la vera eroina era Anita, che per tutta la vita ha stirato le camicie rosse di uno che andava e veniva da una parte all’altra del pianeta, peggio che in albergo?
Perché, la “STORIA”, che è femminile, parla sempre al maschile? La STORIA non ha spirito di corpo: il suo corpo è femmina, perché tutti siamo figli della nostra storia, ma il cervello è maschio. E infatti, guarda che casino! Geneticamente noi femmine abbiamo 23 coppie di cromosomi XX, mentre loro, i maschi, hanno 22 coppie di XX più una di XY; quindi la differenza fra il maschio e la femmina sta nel gambetto di un cromosoma. Noi femmine abbiamo un gambetto in più. Lo dice la scienza, non io! Quale INVIDIA DEL PENE? Sono loro che hanno INVIDIA DEL GAMBETTO! I maschi, il quarto gambetto ce l’hanno fra le gambe. È per questo che lo sbandierano continuamente: per far vedere che ce l’hanno anche loro! Controllano che sia sempre al suo posto e, rassicurati, lo sventolano per dire: «Il gambetto è mio e lo gestisco io!». I maschi italiani hanno il gambetto tricolore, mammone e geloso, che ostenta virilità. Gli americani ce l’hanno a stelle e strisce: self-made-pea, machopea, american-dream-pea. Gli svizzeri, dato che hanno una croce sulla bandiera, anche sul gambetto ci hanno messo una croce sopra, e lo tengono chiuso nel caveau, protetto dal segreto bancario. Ma non stavamo parlando dei deficienti e coraggiosi di fronte al dolore?
Calma, ci arrivo a bomba.

“Fin da bambina mi hanno raccontato tutta quella storia del peccato originale, che siamo nati per soffrire e che io, in quanto femmina, avrei partorito nel dolore. E proprio al parto volevo arrivare, perché l’argomento mi sta a cuore. Se a partorire fosse il maschio e non la femmina, l’UOMO da millenni avrebbe trovato un sistema per non soffrire, ne sono certa. E non dico un metodo tipo epidurale, perché è un’iniezione nella schiena e piacere non fa; e neanche un pillolone da prendere per bocca gli sarebbe andato bene, perché lo sanno tutti che gli analgesici causano acidità di stomaco. Sapendo di partorire, Adamo stesso, con la mela in bocca, si sarebbe messo a cercare un antidolorifico antidoloroso! Concludendo: se a partorire fosse l’uomo, da circa due milioni di anni la Asl fornirebbe legalmente (e gratis) un analgesico in polvere... da sniffare! Ecco alcune situazioni tipo.
Lei «AMOoooRE, a settembre diventerai padre per la seconda volta!».
Lui «A settembre ho il torneo di calcetto!».
Lei è in bagno.
Lui, sdraiato sul divano guarda la televisione: Formula Uno.
Lei
«AMOoooRE, mi accompagni a fare l’amniocentesi?».
Lui
«Perché? C’è lo sciopero dei bus?».
Lei è in bagno. Lui, sdraiato sul divano guarda la televisione: spenta.

Lei «AMOoooRE, l’amniocentesi dice che il feto è sano e femmina».
Lui
«È figa?».
Lei è in bagno. Lui, sdraiato sul divano guarda in tivù la finale di Champions
Lei «AaaaH! AMOoooRE, AaaaH, PRESTO. DEVO ANDARE A PARTORIiiiRE… AaaaH!».
Lui
«Già che esci… fai benzinaaaa!».
Sala parto.

Lei «Aaaah!... Ufff Ufff Ufff! …MHhhhh!...Ufff Ufff Ufff!...Aaaaah!».
Nel secolo scorso, quando gli nasceva un figlio, il padre era in corridoio. A fumare. Oggi, quando gli nasce un figlio, il padre è in sala parto. Svenuto!
(Pubblicato il 19 maggio 2008)

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